La cinque volte olimpionica Elana Meyers Taylor, 41 anni, si sta preparando per i Giochi invernali mentre affronta le sfide uniche di crescere due bambini piccoli con bisogni speciali. Poche settimane dopo un pericoloso incidente, riflette su come la maternità abbia cambiato le sue priorità, rendendola più cauta, ma non per questo meno motivata.
La legge sull’equilibrio: la famiglia prima di tutto
Taylor ammette apertamente che competere a livello d’élite insieme alla genitorialità a tempo pieno è “caotico”. Suo marito, Nic Taylor, viaggia spesso per il suo lavoro come allenatore di condizionamento, lasciandola in gran parte responsabile dei loro figli Nico, 5, e Noah, 3. Sebbene abbia il supporto di una tata che comprende le esigenze dell’atletica d’élite, Taylor rimane la badante principale. Questa realtà l’ha costretta a rivalutare il rischio: “Inizi a pensare a come sarà tra 10 anni… Il mio corpo sarà in grado di correre con loro?”
Il punto di vista dell’atleta è particolarmente sorprendente perché i suoi figli devono affrontare notevoli problemi di salute. A Nico è stata diagnosticata la sindrome di Down e la perdita dell’udito poco dopo la nascita, trascorrendo settimane in terapia intensiva neonatale. Noah ha anche una perdita dell’udito bilaterale. Taylor sottolinea che queste sfide hanno instillato un nuovo livello di pazienza e accettazione: “Devi lasciare andare le cose… con i bambini, devi farlo.”
Affrontare le prime sfide mediche
L’esperienza iniziale della famiglia con Nico è stata intensa. Nato con taglio cesareo poco prima del lockdown dovuto alla pandemia, ha avuto bisogno di cure neonatali immediate e ha dovuto affrontare una diagnosi scoraggiante. Taylor descrive candidamente il dolore di aver lasciato il suo neonato in supporto vitale: “Pensi che porterai il tuo bambino a casa il giorno successivo al parto… invece, abbiamo finito per lasciarlo lì, in aria e con sondini.”
Nonostante l’inizio difficile, Taylor e Nic hanno accolto la diagnosi di Nico senza esitazione. Hanno cercato il sostegno di organizzazioni come Gigi’s Playhouse, connettendosi con altri genitori che hanno offerto una guida pratica ed emotiva. Questa rete si è rivelata preziosa mentre affrontavano ulteriori complessità.
Impianti cocleari e comunicazione
Entrambi i ragazzi sono stati infine dotati di impianti cocleari, dispositivi che bypassano le parti danneggiate dell’orecchio per inviare il suono direttamente al nervo uditivo. Sebbene controversi all’interno della comunità dei non udenti, Taylor e Nic scelsero questo percorso insieme alla lingua dei segni americana (ASL) per fornire ai loro figli la più ampia gamma di opzioni di comunicazione.
La decisione non è stata priva di stress. L’impianto di Noah ha richiesto un intervento chirurgico di revisione, aggiungendo ulteriore tensione durante la preparazione olimpica di Taylor. Tuttavia, sottolinea che il benessere dei suoi figli ha sempre la precedenza: “Alla fine, è più importante che lui abbia degli impianti cocleari che funzionino che per me andare alle Olimpiadi.”
Trovare la concentrazione in mezzo al caos
Taylor riconosce che la maternità ha cambiato radicalmente il suo approccio alla competizione. È meno disposta a superare i limiti, dando priorità alla longevità e alla capacità di rimanere attiva con i suoi figli. Tuttavia, rimane fieramente dedita al suo sport, descrivendo la scarica di adrenalina del bob come una rara forma di “tempo per sé”.
La storia dell’atleta mette in luce i sacrifici e la resilienza necessari per bilanciare l’atletica d’élite con le esigenze di crescere bambini con bisogni speciali. Alla fine, crede che la maternità non solo l’abbia messa alla prova, ma l’abbia anche resa più forte, più concentrata e più radicata.
“Tutti parlano dell’istinto materno, ma questo genere di cose non viene naturale a nessuno.”
